NBA focus: Houston Rockets
C'è una nuova contender nella Western Conference?

Nel 2014 gli Houston Rockets, quasi senza farsi notare, hanno la miglior percentuale di vittorie nella NBA - 20 su 26, pari al 76%-. Dopo un normale periodo di adattamento, la coppia di superstars tanto volute da Daryl Morey ha iniziato a funzionare sul serio, e il supporting cast non ha tradito.
Si pensava che con l'arrivo di Dwight Howard la squadra non potesse continuare a giocare vicino ai 100 possessi per partita, ma in realtà il numero dei possessi è sostanzialmente uguale al 2012/13 - da 98.6 a 98.3; probabilmente ha aiutato molto il fatto che sono aumentate le squadre che cercano di correre, al punto che la stessa Houston senza cambiare modo di giocare è passata da prima a sesta per numero di possessi a partita -.
L'ex centro di Lakers e Magic sembra lontano parente del giocatore visto la scorsa stagione, c'è sopratutto il suo impatto dietro la crescita difensiva della squadra, passata da sedicesima a decima per punti subiti ogni 100 possessi.
L'attacco dei texani è sempre più fedele al credo di Morey, i tiri dalla media sono scesi a meno di 10 per partita - unica squadra in NBA, già lo scorso anno era ultima per mid range shots tentati-, solo che ora, oltre ad attaccare il ferro e tirare da tre, c'è anche l'opzione di servire Howard - preferibilmente in movimento, nonostante lui stesso si è spesso auto-definito un gran giocatore spalle a canestro-.
E poi c'è Patrick Beverley. Ennesimo colpo di Morey, difensore strepitoso che la NBA sta imparando a conoscere per il suo rendimento sul campo, oltre che per l'ormai famoso scontro con Russell Westbrook.
Lodato di recente per il suo impegno anche da LeBron James e Dwyane Wade, Beverley nel 2014 ha il 41% da tre ed il miglior plus/minus medio della squadra con +7.8.
Nei 341 minuti in cui il play ha diviso il campo con Howard e Harden - sempre nel 2014- i Rockets hanno segnato 13.6 punti in più degli avversari.
Il tuttofare Chandler Parsons - quinto per minuti nella lega, 16.6 punti, 5.6 rimbalzi e 3.8 assist, 54% da due, 38% da tre, +4 di plus/minus medio, meglio evitare di ricordare il 95% dei 37 giocatori scelti prima di lui nel 2011- e Terrence Jones - due volte on fire....- completano lo starting five, dalla panchina più di un giocatore da il suo contributo: Jeremy Lyn - il sesto uomo designato, in crisi al tiro negli ultimi tempi ma sempre affidabile-, Donatas Motiejunas - 6.9 punti e 4.5 rimbalzi in 18 minuti nel 2014-, un Omer Asik ancora da recuperare al 100% dopo i mal di pancia estivi, l'ultimo arrivato e subito incisivo Jordan Hamilton, ed altri ancora.
Tutti hanno in comune una cosa, sono stati scelti da Daryl Morey, il gm che più di ogni altro sfrutta tutte le risorse a disposizione. Proprio tutte, compresa la D-League da dove arriva il tiratore Troy Daniels, che in 36 partite ha segnato oltre il 40% delle 12.9 triple tentate:
E per l'anello sono in gioco anche loro, e ci saranno per molti anni ancora....