NBA training camp: New York Knicks
La regular season si avvicina, un buon training camp è fondamentale per iniziare l'annata con il piede giusto
Ogni team ha priorità diverse e una precisa time-line, ed opera di conseguenza. Nei prossimi giorni vedremo - brevemente - per ogni squadra tre dei principali punti di domanda.
New York Knicks
1-Stando alle dichiarazioni di Fizdale e della dirigenza, finalmente i Knicks hanno deciso di seguire un progetto a lunga scadenza, senza cercare di saltare gli ostacoli, senza sacrificare il futuro per il presente. Quindi vedremo una versione dei Knicks giovane e frizzante, che, nell’attesa del rientro di Porzingis, cercherà di capire quanto valgono i vari prospetti presenti nel roster.
2-Di particolare interesse l’evoluzione del talento francese Ntilikina, reduce da una stagione da rookie tanto deludente in attacco quanto promettente in difesa. Probabilmente Fizdale gli darà minuti anche di fianco a uno tra Burke e Mudiay, per sfruttare la sua versatilità difensiva e il tiro in catch and shoot (36% da tre lo scorso anno). Se vorrà diventare uno dei perni dei Knicks di domani, il francese dovrà prendere più iniziative, sia come costruttore che come finalizzatore.
3-Dicevamo dei giovani, Kevin Knox è il più atteso dopo una Summer League in cui ha fatto vedere talento e mentalità da prima opzione offensiva. Sicuramente Fizdale gli consentirà di esplorare i limiti del proprio gioco, e, anche se le difese non saranno le stesse di Las Vegas, l’ex Kentucky avrà la possibilità di mettere insieme cifre che potrebbero portarlo ad essere uno dei candidati per il ROY.
Da non dimenticare gli altri, dai rookies come Mitchell Robinson (altro dominatore a Las Vegas, atleta clamoroso, possibile steal) e Allonzo Trier (scorer da Arizona che so far non ha mai avuto problemi nel mettere punti a referto), poi c’è un Mario Hezonja che ha scelto New York per dimostrare il suo valore, Noah Vonleh che appena 4 anni fa è stato scelto in top10, e per finire Emmanuel Mudiay.