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NBA 03/11/2017, 16.10

Denver-Miami. Scontro fra due squadre giovani, ma ambiziose. Le quote

Padroni di casa favoriti a quota 1.49, ma Miami segue a quota 2.70

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Padroni di casa favoriti a quota 1.49, ma Miami segue a quota 2 e 70.

Nelle ultime 5 partite giocate fra queste due squadre Miami ha vinto 4 partite, eccetto l’ultima giocata il 3 aprile scorso e vinta dalla squadra che allora contava nel suo roster Danilo Gallinari per 113 a 116. Però Miami tende a vincere questo scontro con almeno 5 punti di vantaggio di media. Ecco perché il 2 con handicap a 3.5 è bancato a 3.45, mentre la vittoria di Denver con più di 12.5 punti di vantaggio è quotato a 3.65

Sono due squadre estremamente altalenanti fra attacco e difesa e possono essere capaci di grandissime prestazioni, così come di pessime, ecco perché le quote over/under, seppur rischiose, potrebbero rivelarsi molto interessanti: l’over 224.5 a quota 3.50, mentre l’under 203.5 è quota 3.60. 

Sono due squadre in cerca di solidità e continuità, molto discontinue a causa di infortuni l’una (Miami ha praticamente avuto il centro titolare Hassan Whiteside a disposizione per sole due partite), l’altra a causa di un lento inserimento nei meccanismi di un giocatore importante come Paul Millsap, ex Hawks. Inoltre l’inesperienza di alcuni membri di entrambi i roster delle due squadre è costata molto caro in alcune partite, specialmente a Denver (4 vittorie e 4 sconfitte), dove il ruolo di playmaker, occupato da Jamal Murray, continua ad essere un problema causa l’alternanza di prestazioni buone e prestazioni meno buone degli interpreti a disposizione: il già citato Murray è al secondo anno e, onestamente, non sembra ancora pronto per essere un vero play, quanto più una guardia tiratrice, mentre Mudiay, la riserva, non si è mostrato ancora all’altezza delle aspettative. Poi c’è il caso Wilson Chandler, che in questa stagione sta rendendo ben al di sotto delle sue possibilità e delle sue capacità. Gary Harris non ha ancora il carisma per essere la stella dei Nuggets, come la società avrebbe voluto, mentre chi dovrebbe essere la vera stella della squadra ed è stato appositamente scelto per esserlo, Paul Millsap, non ha ancora trovato continuità di gioco ne integrazione nei meccanismi. Infine c’è Jokic (16  punti e 11 rimbalzi di media), uno dei talenti più luminosi dell’intera NBA, un playmaker di 2,08 m, un passatore straordinario e un attaccante formidabile. Restano dei dubbi sulla sua tenuta difensiva, ma il talento è tutto da vedere. Chiaramente sta notte avrà un avversario scomodo da affrontare come Whiteside, che nella passata stagione ha davvero dominato sotto i tabelloni come forse nessun altro della lega. Una scoperta di coach Spoelstra che ormai 4 anni fa lo ha lanciato pescandolo dall’Asia. Sarà una sfida bellissima sotto i canestri fra questi due centri agli antipodi: uno, Jokic, gioca fronte a canestro e molto lontano da questo, l’altro, Whiteside, gioca molto spalle canestro e dentro all’area (nonostante abbia segnato 2 triple stagionali su 2 tentativi). Ma l’infortunio al ginocchio procuratosi nella prima partita stagionale contro Orlando in uno scontro di gioco con Vucevic ha bloccato il giocatore degli Heat per 5 partite e ora sembra dover recuperare in pieno la forma e quindi Jokic potrebbe avere la meglio nello scontro diretto. 

Dall’altra parte del campo c’è Miami che in 7 partite ha perso 4 volte e vinto 3. È una squadra discontinua in cui i giovani come Winsolw, Tyler Johnson e Richardson (che sono chiaramente i 3 pilastri del futuro degli Heat) non riescono proprio a trovare continuità e fanno ancora davvero tanta fatica ad affermarsi. Chiaramente, oggi, Miami dipende totalmente dall’asse play-centro, e quindi Dragic (MVP dell’ultimo Europeo) e il già citato Whiteside. Dragic, nonostante i 19.9 punti a partita, sembra meno leader delle passate stagioni e sta facendo fatica ad affermarsi come uomo faro della squadra. Le note positive ci sono e sono anche queste tutte scommesse come James Johnson e Bam Adebayo che stanno avendo sempre più spazio e sempre più fiducia da parte del loro allenatore. E poi c’è uno degli eroi della passata stagione dei Celtics, come Kelly Olynyk che si sta mostrando un ottimo gregario, pronto a sostituire Whiteside in caso di necessità. Insomma Miami sembra stia guardando al futuro facendo affidamento sul presente come primo step necessario per crescere.

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