NBA on fire: Kenneth Faried
Gran periodo di forma per la ventiquattrenne power forward dei Denver Nuggets

C'è ben poco da salvare nella stagione di Denver, ormai destinata a tornare nella Draft Lottery 11 anni dopo l'ultima volta, quando scelse Carmelo Anthony.
L'unico giocatore - senza considerare per ovvi motivi lo sfortunatissimo Danilo Gallinari- che si è fatto notare davvero per la continuità ad alto livello è stato Ty Lawson, a cui di recente sta dando una grande mano l'energizer Kenneth Faried.
Nelle ultime 6 partite la power forward ha aumentato l'aggressività in attacco, finendo per scollinare oltre i 20 punti di media:
Per la precisione 22 punti (nello stesso periodo solo 16 giocatori NBA hanno segnato di più), 10.2 rimbalzi ed un recupero di media con il 67% da due ed il 66% ai liberi, con un plus/minus medio di +10.
La squadra ha intervallato serie positive e negative per tutto l'anno, senza riuscire quasi mai a trovare la quadratura del cerchio in difesa - attualmente ventunesima NBA con 105.3 punti subiti ogni 100 possessi-. Brian Shaw ha cercato invano la giusta rotazione specie tra i lunghi, ora punta sull'ex Morehead State in coppia con Mozgov. Rispetto alla precedente combo con J.J. Hickson, il nuovo duo ha una differenza favorevole di quasi 10 punti ogni 100 possessi (-5.2 di net rating con Hickson, +4.1 con il russo), ed a questo punto visti i risultati è probabile che la rotazione resterà questa fino alla fine dei giochi.
L'assetto con Lawson, Foye, Chandler più i due lunghi in 130 minuti ha un plus/minus di +55, nettamente il migliore tra tutte le varie combinazioni usate quest'anno. E di quei 130 minuti ben 100 vengono dalle ultime 6 partite, proprio quelle che hanno visto Faried protagonista assoluto...
Non sarà di certo lui la medicina di tutti i mali, ha evidenti limiti in entrambe le metà campo su cui dovrà lavorare molto, specie a livello mentale.
Ma nessuno può dirgli che non ci mette l'anima ogni volta che mette piede sul parquet.