NBA Focus: New Orleans
I Pelicans ormai hanno poco da chiedere a questa stagione, ma il futuro promette bene

Il progetto dei Pelicans di formare un gruppo di 'veterani giovani' e dai contratti più o meno lunghi è naufragato a causa degli infortuni di due giocatori chiave, Ryan Anderson - fondamentale per esaltare le caratteristiche degli esterni, con lui in campo i Pelicans hanno segnato 110.8 punti ogni 100 possessi, 1.7 in più di quanti ne hanno concessi- e Jrue Holiday - altro starters con net rating positivo ed una crescente intesa con Anthony Davis-.
I playoff ormai sono lontani, così come la speranza di ottenere una delle prime 5 scelte al prossimo draft - dalla 6 in poi va ai 76ers, come previsto dall'affare Holiday-Noel -.
Il problema maggiore della squadra è la difesa, attualmente terzultima NBA per punti subiti ogni 100 possessi con 107.6. Coach Williams ha a disposizione un notevole potenziale fisico - vedi atletismo e apertura alare superiore alla media di diversi membri del roster- ma non è ancora riuscito a trovare il modo giusto per sfruttarlo al meglio. Con la naturale crescita di un Anthony Davis già ora strepitoso -la scorsa notte contro Denver è diventato il più giovane a firmare una partita con almeno 30 punti, 15 rimbalzi e 5 stoppate dai tempi di Shaq- le cose non potranno che migliorare, ma Williams dovrà metterci del suo nello stimolare quei giocatori meno vogliosi di sbattersi nella propria metà campo.
Nel frattempo Tyreke Evans, passato nello starting-five per aggiungere quella pericolosità offensiva che Aminu non può ancora garantire, ha infilato una serie di prestazioni che lasciano ben sperare per il futuro.
Nelle ultime 5 - tre vinte - il rookie of the year 2010 viaggia a 23.6 punti, 6.4 rimbalzi, 6.8 assist e 1.2 recuperi di media, con il 51% dal campo, il 35% da tre e l'88% su 7.2 liberi tentati a partita.
Giocatore di cui tutti ormai conoscono pregi e difetti, la sua specialità da sempre è attaccare il ferro:
La tabella di Player Tracking evidenzia i giocatori che segnano più punti a partita in penetrazione, ed Evans è al quarto posto, che diventa il secondo - dietro il solo Tony Wroten, altra guardia da assalto- se si proietta il dato sui 48 minuti.
La presenza di un tiratore come Anderson per Evans è ancor più fondamentale che per gli altri esterni, che rispetto a lui hanno un miglior tiro dalla lunga distanza. Non a caso con l'arrivo di Luke Babbitt le cose sono migliorate -112.7 ogni 100 possessi e 6.7 in più degli avversari con l'ex Nevada in campo-, e dalla prossima stagione, salute permettendo, potremo finalmente vedere all'opera con continuità il lineup con Holiday, Gordon, Evans, Anderson e Davis.
In tutta la NBA solo quattro lineup diversi - almeno 90 minuti giocati- hanno superato i 120 punti ogni 100 possessi, se poi decidessero anche di difendere.....